Jgor Pasin Country Lovers _ EnerJoy 2017 Jgor Pasin Country Lovers chi siamo EnerJoy

Jgor Pasin Country Lovers

EnerJoy 2017

 

 

Jgor Pasin Country Lovers chi siamo EnerJoy 2

 

Chi siamo

 

Ciao a tutti sono Jgor Pasin nato a Vicenza nel 1972.

Vi racconterò la storia del club attraverso le mie esperienze dato che ne sono il fondatore.

Nel 1988 vidi per la prima volta il ballo country nell’ aeroporto militare di Vicenza ad una piccola festa.

C’erano circa 10 ballerini su una pista di 15 Mq. 

Ballavano two steps e poche line dance.

Vi assicuro è stato amore a prima vista.

Conoscevo la musica country commercializzata in Italia, cioè gran poca, Neil Young, Cat Stevens, John Denver, i Creedence e qualcun altro; lì sentii per la prima volta Garth Brooks, Alan Jackson, Tim McGraw e altri.

 

Il primo locale Country

Cominciai a frequentare l’unico locale che allora faceva musica country, “la rivè” però non si ballava molto, (ero già contento così).

Nel 1989 mia cugina sposa un marines e mi racconta che nella base N.A.T.O.  a Vicenza si balla il country, così tramite lei ho avuto il permesso di entrare nella base.

Per 5 anni ho frequentato la club house e gli amici marins che mi insegnarono tantissimo sulla loro cultura e usanze country.

Lì trovavo il bagaglio culturale di decine di stati degli U.S.A.. Notavo musicalità, esperienze e soprattutto modi di ballare (two steps) diversi;  riuscivo a capire da dove venivano i nuovi marines guardandoli ballare (o almeno quasi).

Ognuno di loro dava un significato allo stile di interpretazione del two step (un po come da noi oggi); chi faceva un passo laterale (Kansas).

Chi lo faceva indietro (Texas, Arizona e New Messico), chi faceva una netta distinzione sulla velocità (bpm) per l’interpretazione delle
figure.

Chi praticava la chiusura texana (mano destra dell’uomo sulla spalla della partner).

Chi la chiusura europea (mano destra dell’uomo sulla schiena della partner) e tanto altro ancora.

Le line dance erano circa una decina e per darvi un parametro di confronto con quelle che si fanno al giorno d’oggi le più difficili erano Tush Push (allora chiamato wild wild west, non c’erano script o mezzi di informazione come internet, c’era solo il passa parola), Romeo e Ain’t goin down.

 

Nasce l'Associazione Country Lovers

Nel 1991 venne fondato il club Country Lovers, la sede era il Bistrò, un locale di Vicenza dove iniziai anche ad insegnare e secondo me quello è stato il periodo nel quale si sono raggruppate più persone della stessa provincia per ballare il country.

Eravamo due associazioni in Italia, entrambe nate a Vicenza; la prima è stata il C.M.C.I.  poi noi, i Country Lovers.

L'incontro settimanale era il giovedì al Bistrò, al corso pre-serata siamo arrivati a 300 partecipanti e nella serata si raggiungevano le 800/900 persone; una volta al mese arrivava anche il primo toro meccanico (in Veneto) con una media di 1.300 presenze.

Dal 92 fino al 95 con l’associazione ho organizzato tantissimi eventi principalmente in maneggi, con corsi di ballo, serate con dj ma soprattutto serate con musica dal vivo.

Come associazione e maestri di ballo abbiamo avviato vari locali e lavorato in altri, tra questi il Demos di Camisano Vicentino, lo Shangay di Schiavon (VI), il Barbon street di Padova, la discoteca Ciao Ciao di Marano Vicentino, il Posto a Verona, lo Yankee Saloon di Rosà, ecc.

Abbiamo tenuto corsi di ballo in tutta Italia, al Bleck Hill di Alessandria, El Paso di Milano sui navigli, a Como, Bolzano, Parma, Roma, Udine, Trieste e Palermo.

 

Il primo appuntamento importante

Nel 95 abbiamo partecipato al nostro primo evento internazionale in Germania vicino a Dusseldorf (in 5 su una 127 percorrendo più di 3000 Km), dove abbiamo visto altre realtà e altri balli “country”.

Nel 96 abbiamo tenuto corsi in Svizzera e Austria grazie alle feste di Lucerna (westernball) e di bad Ischl dove ci siamo fatti conoscere.

Nel 97 abbiamo fatto i primi COUNTRY LOVERS FESTIVAL:

  • ad Umago in Croazia con i gruppi italiani (hill billy soul, Red woods) e uno sloveno (Plava trava zaborava), c’era il rodeo (organizzato insieme a Toni Sgroi, il mio istruttore per la monta dei tori) e tanto altro.

 

  • a Isola Vicentina; e lì abbiamo fatto le cose in grande, forse troppo in grande.

C’era il tendone da circo per gli spettacoli, un tendone per il ristoro e uno per la cucina completa di spiedoni per bufali e tori. Un campo di 3000 mq. per i giochi, l’arena per il rodeo, un palco da 100 mq. e una pista da 500 Mq.

Sono intervenuti 6 gruppi musicali italiani, uno svizzero (Company time) e uno statunitense (Brady Seals dei little texas). Ci sono state 5600 presenze in 3 giorni e un gran lavoro da parte di tutti i soci Country Lovers.

Abbiamo rifatto i festival anche negli anni a seguire ma più contenuti.

Nel 98 e nel 99 ci sono stati i festival di Sandrigo (VI) anche questi comunque con più di 3000 presenze in tre giorni,  poi quelli di Costabissara nel 2001 e 2002 con 1500 persone in 2 giorni.

Fino al 99 circa organizzavamo la media di 60 concerti dal vivo a stagione dove il dj era solo un supporto, almeno 2 transumanze all’anno ed eravamo di supporto a vari motoraduni (dato che tra noi c’erano circa 30 motociclisti).

 

Le gare di ballo

Nel 99 ho sentito parlare delle gare di ballo country organizzate in Europa; incuriosito ed eccitato andai assieme alla mia compagna Marina a vedere i mondiali organizzati nella settimana a cavallo dell’ultimo dell’anno del 2000 in Olanda.

Mi ero messo a puntino:

  • cappello storico con i segni del tempo per il giorno e quello da festa per le serate e per l’ultimo dell’anno,
  • fibbia vinta al rodeo e facilmente riconoscibile dagli appassionati,
  • spolverino appena trattato con il grasso per la neve,
  • stivali texani e stivali da lavoro,
  • jeans con cuciture esterne e
  • le mie camice preferite dell’epoca: una fiamme (broocks & dunn) e una bianca con raffigurato un cowboy armato di lazzo che insegue un vitello nella prateria.

Fortunatamente ho viaggiato con alcuni amici che andavano a partecipare alle gare e mi hanno preparato all’incontro, ma non abbastanza.

Non ho saputo fare i conti con quella realtà; c’erano pochissimi cappelli, erano tutti in tuta e si cambiavano solo per la gara indossando stivali da ballo, pantaloni e camicie con paillettes luccicanti.

Il modo in cui ballavano era troppo aggraziato, ondeggiato, saltato e interpretato perché potesse anche solo avvicinarsi all’idea che ho io di interpretare il country.

La musica era un misto di tutto tranne che country e mi sono chiesto perché li definirono mondiali di country e western dance. La risposta è stata “esigenze commerciali”.

 

La situazione peggiora

Il terzo giorno ho sentito inaspettatamente una canzone dei Lonestar What  about now, era two step, finalmente un sorriso sulle labbra e il riaffiorare della speranza che non tutto fosse perduto, poi vidi l’esecuzione del ballo e la situazione peggiorò.

Mi sembrava di vedere i vestiti della finale del tango (molto sgargianti, con strascichi e firme all’ultima moda) e i movimenti di chi deve fare bella figura davanti a giudici che sanno vita, morte e miracoli di balli e culture di tutte le specie tranne di quella che conosco io.

Dopo cinque giorni decidemmo di prendere le cose migliori e portarle a casa, abbiamo pensato che fare qualche ballo diverso dal solito potesse essere quello che serviva per far ritornare le presenze di una volta nelle feste e nei locali.

Abbiamo pensato che 2/3 canzoni potevano essere coinvolgenti anche per chi di country non ne sa molto così insegnammo Chili factor, Mony Mony, Radar love.

L’impatto fu negativo, subito ce ne hanno dette di tutti i colori ma un po’ alla volta le piste sono tornate ad affollarsi.

 

La svolta

Il brutto è venuto un anno dopo, non erano più solo due o tre canzoni a serata ma occupavano il 40/50% della musica che metteva il dj; risvolto al quanto negativo, si mirava molto più alla line dance che non a tutto il resto perdendo così i valori della cultura country.

Vedendo tutto questo, dal 2003 abbiamo deciso di tenere una linea di condotta che tenta di ritornare alle origini, cioè:

  • musica country
  • balli con movimenti che possano ricordare la figura del cowboy
  • stare a contatto con il mondo dei cavalli
  • ricreare l’atmosfera di chi è unito dalla passione di pochi (per quanto riguarda l’italia)
  • divulgare tutto questo

 

(tratto dal sito ufficiale www.countrylovers.it)

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 Insegnanti e Coreografi:

Jgor Pasin – Cell. 329 04 88 229

Sito: http://www.countrylovers.it

Email jgor@countrylovers.it

Fb: Country Lovers

 

Sede: Country Road - Parco Lonzina
Torreglia (Pd)

 

 

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EnerJoy... il ballo che unisce!!! - 8^ edizione - Estate 2017

 
 
Jgor Pasin e i Country Lovers partecipano alla 8^ edizione di EnerJoy 2017 con una nuovissima e brillante coreo firmata Jgor Pasin.
 
 

Nome coreografia : 12 Gauge

Musica: 12 Gauge di Casey Donahew Band

 

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Tutti sul sito di Radio Bruno

per imparare questa nuova

e bellissima Coreo

dell'Estate 2017 !!!

 

 


 

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